C’è un verbo che descrive la vita nei nostri piccoli paesi meglio di qualsiasi trattato di sociologia: rifiorire. Non significa rinascere da zero cancellando il passato, ma permettere a ciò che sembrava sopito sotto la cenere del tempo e dello spopolamento di ritrovare la luce, i colori e la linfa vitale. Muovendosi lungo questa linea, il Ninfea Festival ha scelto come motto due parole semplici ed essenziali, “Rifiorire qui”, che sintetizzano il senso più autentico di quanto sta accadendo a Monticchio Bagni: un vero e proprio atto d’amore e di fiducia verso la propria terra.
Il Ninfea Festival si configura come il Festival della Rigenerazione, un appuntamento culturale e di animazione territoriale ideato per rimettere al centro la comunità attraverso l’arte, la musica, gli incontri e le esperienze condivise. Questa edizione segna un passaggio decisivo per l’intero territorio: se negli anni passati la manifestazione si è svolta prevalentemente lungo le sponde del Lago Grande, quest’anno ha abbracciato direttamente il borgo di Monticchio Bagni. Questo spostamento, arricchito da un fitto programma di laboratori per bambini, attività comunitarie e percorsi naturalistici, rappresenta l’applicazione concreta della linea d’intervento sociale integrata nel più ampio Progetto Borghi.
Il Progetto Borghi è il piano strategico nazionale promosso dal Ministero della Cultura e finanziato dal PNRR per contrastare lo spopolamento dei piccoli centri storici italiani e valorizzare l’immenso patrimonio delle aree interne. In questo scenario di portata storica, la Regione Basilicata ha scommesso con decisione su Monticchio Bagni, selezionandolo come Progetto Pilota regionale della Linea A e riconoscendone la centralità e il valore strategico per l’intero territorio lucano.
L’assessore regionale alla Salute e al PNRR, Cosimo Latronico, ha illustrato il quadro attuativo e i dati economici dell’iniziativa, spiegando che la fase realizzativa del progetto pilota si è chiusa formalmente il 30 giugno, ottenendo poi una proroga fino al 10 agosto. Questa edizione del festival rappresenta quindi l’ultimo atto finanziato direttamente dalla misura, ma coincide felicemente con l’avvio della fase operativa dell’intera area. Dietro questi risultati c’è stata una gestione complessa che ha visto l’investimento di ben 20 milioni di euro di fondi PNRR, articolati in diverse linee d’intervento parallele come la ricostruzione edilizia, gli scavi archeologici di Sant’Ippolito e il riallestimento museale. Un percorso che ha dovuto affrontare procedure amministrative complesse e severi vincoli paesaggistici e ambientali, legati all’alto pregio naturalistico del Vulture, superati grazie al lavoro costante delle strutture regionali e comunali.
Guardando al futuro, a partire dal prossimo autunno diventeranno operative e fruibili le principali infrastrutture strategiche del progetto. Tra queste spiccano il Volo della Bramea, una struttura per il tempo libero e l’esplorazione naturalistica che prende il nome dalla rarissima farfalla protetta simbolo di questo habitat, e la Zattera dei monaci, un’imbarcazione ecologica a impatto zero che collegherà le sponde del Lago Grande muovendosi senza motori attraverso un sistema di funi, unendo così innovazione, sostenibilità e memoria storica.
Per quanto riguarda la gestione di questi attrattori, l’assessore Latronico ha evidenziato che un primo modello operativo è già attivo sui sentieri naturalistici, la cui cura è stata affidata a una cooperativa di giovani locali, coerentemente con l’obiettivo del PNRR di creare occupazione stabile per le nuove generazioni. L’esperienza di Monticchio Bagni si proietta infine su scala nazionale: dal 16 al 18 settembre, in occasione degli Stati Generali dei Borghi del PNRR Cultura convocati dal Ministero della Cultura a Roma negli studi di Cinecittà, la Basilicata porterà questo intervento come esempio virtuoso di gestione complessa e di innovazione territoriale a confronto con oltre duecento borghi italiani.

