Questa sera, nella splendida cornice dell’Auditorium Gervasio di Matera, l’Unitep – Università della Terza Età e dell’Educazione Permanente ha portato in scena lo spettacolo teatrale “Mbetrione – Anfitrione”, originale rilettura in dialetto materano della celebre commedia di Plauto.
Un progetto ambizioso e corale, sviluppato nell’arco di due anni accademici, che ha coinvolto due corsi di studio, tre laboratori, cinque docenti e decine di corsisti. La professoressa Rosanna Pirone ha guidato il lavoro di adattamento dal latino, mentre il professor Emanuele Giordano ha coordinato la traduzione in dialetto materano. Il risultato è un prezioso volume bilingue, italiano-materano, pubblicato da Edigrafema Editore e già molto richiesto nelle librerie della città.
La rappresentazione teatrale è stata curata dal Gruppo Teatro Unitep, con la regia di Bruno Nicola Francione, e ha visto in scena numerosi interpreti, tra cui Rosanna Di Lecce, Paola Ramundo, Tina Santarsia, e molti altri. I costumi sono stati realizzati all’interno del laboratorio di Riciclo Creativo condotto da Maria Bianchi, mentre le musiche originali sono state composte dal Maestro Felice Lucio Lionetti, direttore del Gruppo Canto Corale Unitep.
Un valore aggiunto è stato dato dalla scenografia, creata in collaborazione con gli ospiti della Comunità “Casa dei Giovani” di Matera, coordinati sempre da Bruno Francione per conto dell’Unitep.
A condurre la serata è stata Angela Muscaridola, membro del Consiglio Direttivo di Unitep, che ha introdotto lo spettacolo e raccontato il percorso che ha portato alla messa in scena di questo affascinante esperimento linguistico, culturale e sociale.
“Mbetrione” non è solo teatro: è un ponte tra passato e presente, tra cultura classica e tradizione popolare, tra generazioni e linguaggi, ed è un esempio virtuoso di educazione permanente, partecipazione e identità territoriale.

