Il Consiglio regionale della Basilicata ha approvato a maggioranza la proposta di legge n. 130/2026 che modifica la normativa sull’indennità differita dei consiglieri regionali. Respinta invece la proposta dell’opposizione.
L’Assemblea, presieduta da Maddalena Fazzari, ha dato il via libera al provvedimento che interviene sulla legge regionale n. 38 del 2002 e sulla legge regionale n. 37 del 2017, ridefinendo i criteri per l’accesso all’indennità differita, calcolata con sistema contributivo al termine del mandato.
La modifica più rilevante riguarda l’articolo 11 quinquies, introdotto nel 2025: vengono eliminati i riferimenti alle legislature precedenti e si stabilisce che potranno accedere all’indennità differita solo i consiglieri eletti dalla XII legislatura in poi.
I consiglieri attualmente in carica dovranno presentare richiesta entro 90 giorni per effettuare i versamenti contributivi necessari. I contributi arretrati potranno essere pagati in un’unica soluzione o rateizzati fino a un massimo di 36 mesi. Il diritto maturerà solo dopo il versamento completo delle somme dovute.
Viene inoltre introdotto l’articolo 11 sexies, che chiarisce in modo esplicito l’assenza di efficacia retroattiva: eventuali domande presentate da consiglieri eletti nella X e XI legislatura resteranno senza effetti.
Il provvedimento dispone anche l’abrogazione dell’articolo 4 bis della legge regionale 37/2017, eliminando ogni collegamento tra la contribuzione per l’indennità differita e il fondo previsto da quella norma, con finalità differenti.
L’Aula ha respinto la proposta di legge n. 126/2026, che puntava ad abrogare gli articoli 16 e 17 della legge regionale 57/2025 (Collegato alla legge di stabilità regionale 2025).
Il confronto si è aperto con la comunicazione del presidente della Regione, Vito Bardi, seguita dagli interventi degli assessori Cicala e Cupparo.
Nel corso del dibattito si sono alternati interventi critici e difensivi.
Dai banchi dell’opposizione sono stati contestati metodo e tempistiche di approvazione della norma, giudicata inizialmente affrettata e poco condivisa, con il rischio di alimentare sfiducia nell’opinione pubblica. Alcuni consiglieri hanno ribadito la contrarietà a qualsiasi misura percepita come privilegio, pur distinguendo tra vitalizio e sistema contributivo.
La maggioranza ha invece difeso l’impianto della riforma, sottolineando che non si tratta di un ritorno ai vitalizi ma di un sistema contributivo analogo a quello vigente a livello nazionale. È stato evidenziato come le modifiche introdotte – eliminazione della retroattività e cancellazione del riferimento al fondo del 2017 – rappresentino un chiarimento definitivo e una risposta alle polemiche.
Diversi interventi hanno richiamato la necessità di abbassare i toni del confronto politico, evitare strumentalizzazioni e riportare l’attenzione sui temi prioritari per la Basilicata: sanità, lavoro, welfare, infrastrutture e sviluppo economico.
In conclusione, la norma passa con l’obiettivo dichiarato di rendere più chiaro e circoscritto il sistema dell’indennità differita, escludendo effetti retroattivi e separandolo da altri strumenti di natura sociale.

