Sulla crisi dell’area industriale di Melfi interviene il deputato Arnaldo Lomuti, che replica alle dichiarazioni dell’assessore regionale alle Attività produttive Francesco Cupparo.
“Qui non si gioca una polemica – afferma Lomuti – ma il futuro di un territorio”.
Secondo il parlamentare, ridurre l’attuale situazione a una contrapposizione politica sarebbe un errore di fondo. La vicenda, sottolinea, non riguarda soltanto una vertenza sindacale, ma il destino produttivo della Basilicata, l’equilibrio sociale di intere comunità e una quota rilevante del Pil regionale.
Lomuti richiama l’attenzione anche sulla lunga mobilitazione dei lavoratori, con oltre cento giorni di presidio: “Non si tratta di comunicazione politica, ma di reddito, salute, famiglie e giovani che decidono se restare o lasciare la regione”.
Nel mirino del deputato c’è quella che definisce una separazione “artificiale” tra la fabbrica principale e l’indotto. Nel comunicato dell’assessore, osserva, il riferimento sarebbe solo a Stellantis, mentre le maggiori criticità riguarderebbero proprio le aziende dell’indotto. “Senza l’indotto – sostiene – non esiste fabbrica e non regge il tessuto economico regionale”.
Lomuti mette inoltre in discussione l’ottimismo legato ai segnali di ripresa produttiva: “La domanda è se i volumi attuali siano sufficienti a garantire occupazione stabile lungo tutta la filiera, oggi e in prospettiva”.
Infine, il deputato evidenzia quella che definisce una distanza non solo politica ma anche umana dalle lavoratrici e dai lavoratori in presidio. “Non basta dire che si lavora senza sosta – conclude – serve presenza concreta, perché esserci significa assumersi una responsabilità verso chi sta pagando il prezzo più alto della crisi”.

