“Il parco della Grancia ha sicuramente segnato, nel 1999 quando avvenne la pre apertura, un passo importante per quest’area. Oggi si apre un mondo di nuove potenzialità tutte da sfruttare”. A dirlo è il sindaco di Brindisi di Montagna, Gerardo Larocca.
“Per l’area interna della montagna Potentina il parco storico rurale della Grancia – prosegue – ha significato un cambio di passo. Ha dimostrato che si può fare turismo anche in un’area interna quando c’è un’idea e quando ci sono i contenitori adatti. Si è rivelata una sfida molto complessa, per la stessa collocazione del parco, all’interno di un bosco e quindi soggetta alle avversità atmosferiche, ad esempio. Oggi ci si apre di fronte un modo di potenzialità ancora da esplorare”.
La direzione verso la quale Grancia può crescere ulteriormente è presto detta: “Siamo l’unico attrattore che può ospitare 3500 persone, con tutti i servizi annessi. Quello che deve nascere non solo a Brindisi di Montagna, ma nell’intera area, compresa Potenza, è un’insieme di servizi, a partire dall’ospitalità. Per questo devono lavorare in sinergia, come in una grande famiglia allargata, i Comuni, gli imprenditori, la Regione Basilicata, con la Grancia al centro”.
Una direzione che il parco ha già cominciato a prendere: “Il parco sta tornando ad aprire per più giorni anche al di fuori della stagione del cine spettacolo. Di grande successo l’iniziativa rivolta alle scuole “Un giorno nel Medioevo”, che ha dato la possibilità a tanti studenti di toccare con mano la storia e le tradizioni. Ma penso anche al parco come contenitore per altri tipi di evento. Ad esempio spettacoli teatrali e concerti, che potrebbero essere organizzati qui anche da altri Comuni a partire da Potenza. Questo per far diventare la montagna potentina un vero e proprio sistema turistico, in grado di attrarre visitatori almeno per un week end lungo”.
Il parco e il cine spettacolo continuano intanto ad attrarre visitatori: “La forza della Grancia è nel mondo del volontariato, con la sua passione, grazie alla quale prende vita questo fantastico spettacolo. Un mondo che va preservato perché è il cuore dell’identità di un popolo. Il Consorzio Eti ha infuso nuova vita nel parco e sta facendo uno sforzo incredibile. Il passo successivo? che tutti facciano la propria parte, imprenditori, comuni limitrofi, Regione”.

