«In Basilicata è in corso un lavoro concreto di rafforzamento dell’offerta sanitaria, di riorganizzazione dei servizi e di potenziamento delle strutture. I risultati non si costruiscono in pochi mesi, ma i dati più recenti dimostrano che il percorso di riequilibrio è avviato». Lo afferma l’assessore regionale alla Salute, Politiche per la Persona e PNRR, Cosimo Latronico, commentando i dati aggiornati sulla mobilità sanitaria interregionale.
Secondo quanto evidenziato dall’assessore, nel 2024 il saldo negativo della mobilità sanitaria della Basilicata registra un miglioramento rispetto all’anno precedente, segnando un’inversione di tendenza. Nel 2022 il saldo si attestava intorno a –69 milioni di euro, mentre nel 2023 aveva raggiunto il valore più critico del triennio, pari a circa –71 milioni. Nel 2024, sulla base dei dati attualmente disponibili, il saldo migliora attestandosi intorno a –70 milioni di euro, con una riduzione di circa un milione rispetto al 2023 e il dato più favorevole dal 2021.
Il miglioramento, ha spiegato Latronico, è legato a un incremento della mobilità attiva superiore a 2,5 milioni di euro rispetto al 2023, a fronte di una crescita più contenuta della mobilità passiva, pari a circa 1,3 milioni. «Il differenziale tra entrate e uscite si riduce – ha sottolineato – e il trend è coerente con le politiche di rafforzamento dell’offerta sanitaria regionale».
L’assessore ha inoltre richiamato l’attenzione sul ruolo della mobilità attiva, spesso sottovalutato: tra il 2014 e il 2024 la Basilicata ha generato attraverso le prestazioni erogate a pazienti provenienti da altre regioni oltre mezzo miliardo di euro. Un dato che, secondo Latronico, dimostra la presenza di competenze e specialità in grado di attrarre utenza extraregionale e che rappresenta una base solida su cui continuare a investire.
Alla luce di questi elementi, l’utilizzo del solo dato cumulato del saldo negativo relativo al periodo 2014–2024, pari a poco più di mezzo miliardo di euro, «non restituisce un quadro corretto dello stato attuale del sistema sanitario lucano», perché appiattisce fasi storiche e contesti profondamente diversi, ignorando i segnali di recupero oggi evidenti.
«La mobilità sanitaria resta una criticità strutturale – ha concluso Latronico – soprattutto per una regione di piccole dimensioni e con una popolazione dispersa, ma non può essere l’unico indicatore della qualità del servizio. Con il supporto anche delle risorse del PNRR, è in corso un percorso di rafforzamento e riorganizzazione del sistema sanitario che inizia a produrre effetti misurabili. Raccontare la sanità lucana richiede rigore e rispetto dei numeri, evitando letture parziali o strumentali».

