martedì, Gennaio 13, 2026

Lo scudo crociato torna a Castronuovo, Intervista al Prof. Avv. Vincenzo Di Sirio

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Dopo l’inaugurazione della sezione comunale dell’Unione di Centro (UDC) a Castronuovo di Sant’Andrea, Il Popolo.net ha incontrato l’Avv. Vincenzo Di Sirio, vice segretario provinciale UDC di Potenza e promotore dell’iniziativa, per approfondire il significato politico, culturale e simbolico di questo ritorno.

Avvocato Di Sirio, che significato ha per lei l’apertura della sezione UDC a Castronuovo di Sant’Andrea?

«L’apertura della sezione rappresenta, prima di tutto, un atto di responsabilità verso una comunità che vanta una storia politica importante. Castronuovo di Sant’Andrea è un luogo in cui i valori del cattolicesimo democratico hanno trovato espressione concreta. Riportare qui lo scudo crociato significa restituire voce a una tradizione che parla di partecipazione, rispetto della persona e impegno per il bene comune».

In un momento di forte disaffezione verso la politica, perché è importante aprire una sezione di partito?

«Proprio perché c’è disaffezione. La politica si è allontanata dalle persone e dai territori. Aprire una sezione significa invertire questo processo: tornare ad ascoltare, a confrontarsi, a costruire dal basso. La sezione non è un luogo chiuso, ma una casa aperta al dialogo, anche con chi non si riconosce immediatamente in un partito».

Lei ha parlato di una sezione che vuole essere anche un circolo culturale. Cosa intende?

«Un luogo vivo, non una semplice sede formale. Uno spazio dove discutere di temi sociali, culturali ed economici, dove elaborare idee e proposte per il territorio. La politica, se non è accompagnata da cultura e visione, rischia di diventare sterile. Noi vogliamo fare esattamente il contrario».

Grande attenzione è stata riservata ai giovani. Perché?

«Perché senza i giovani non c’è futuro, né per i partiti né per le comunità. Troppi ragazzi oggi si sentono esclusi o disillusi. Dobbiamo offrire loro strumenti, spazi e fiducia. Riavvicinarli alla partecipazione democratica significa restituire senso alla politica e costruire una classe dirigente consapevole e preparata».

Quali sono oggi i valori irrinunciabili per l’UDC?

«Sono quelli che hanno sempre caratterizzato il nostro percorso: la centralità della persona, la solidarietà, la fraternità, il rispetto della dignità umana, l’amore per il lavoro come strumento di realizzazione personale e di crescita collettiva. Valori che non passano di moda e che oggi, forse più di ieri, risultano indispensabili».

L’inaugurazione guarda anche alle elezioni comunali del 2026. Con quale spirito?

«Con uno spirito costruttivo e inclusivo. Non ci interessa una politica fatta solo di contrapposizioni. Vogliamo contribuire alla costruzione di un progetto serio per Castronuovo, fondato su competenza, ascolto e rispetto delle istituzioni. Le elezioni sono un passaggio importante, ma ciò che conta davvero è il lavoro quotidiano sul territorio».

Dai vertici nazionali dell’UDC sono arrivati segnali di apprezzamento. Che valore hanno?

«Sono segnali importanti. In particolare, il messaggio del Presidente dell’UDC, On. Lorenzo Cesa, ha assunto un significato di grande rilievo. Confermano che il lavoro sui territori viene riconosciuto e rafforzano il nostro impegno, responsabilizzandoci ulteriormente. È la prova che l’UDC crede davvero nel radicamento locale».

La riapertura della sezione richiama anche una storia familiare importante. Suo padre, il Prof. Antonio Di Sirio, fu segretario politico della Democrazia Cristiana locale e amico personale dell’On. Emilio Colombo. Quanto pesa questa eredità?

«È un’eredità che sento profondamente, non come un titolo da rivendicare, ma come una responsabilità morale. Mio padre ha vissuto la politica come servizio, con rigore e passione civile, guidando per anni la sezione della Democrazia Cristiana di Castronuovo. Il suo rapporto umano e politico con l’On. Emilio Colombo rappresenta per me un esempio concreto di come si possa coniugare visione nazionale e attenzione autentica ai territori. Non è nostalgia, ma memoria viva che deve tradursi in impegno attuale».

La nuova sezione UDC dista pochi metri dalla storica sede della Democrazia Cristiana. È solo una coincidenza?

«No, è un richiamo simbolico molto forte. Quei pochi metri raccontano una continuità ideale, più che geografica. La DC a Castronuovo è stata per decenni un punto di riferimento politico e umano. Oggi l’UDC raccoglie quell’eredità valoriale, reinterpretandola nel presente. Lo scudo crociato torna non per rievocare il passato, ma per unire e costruire».

Lei ricorda spesso un episodio della sua infanzia: a cinque anni consegnò un mazzo di fiori all’On. Emilio Colombo durante un comizio. Cosa rappresenta oggi quel ricordo?

«È un ricordo che porto con me con grande emozione. All’epoca non potevo comprenderne il significato, ma col tempo ho capito che quel gesto racchiudeva l’idea di una politica vissuta come servizio e vicinanza alle persone. Oggi lo considero un simbolo dell’educazione ai valori che ho ricevuto in famiglia e che cerco di tradurre nel mio impegno quotidiano».

Un messaggio finale ai cittadini di Castronuovo di Sant’Andrea?

«Il mio invito è semplice: partecipare. La politica non è di qualcuno, è di tutti. La sezione UDC è aperta a chiunque voglia contribuire con idee, proposte e passione civile. Insieme possiamo costruire un futuro fondato su valori che uniscono e non dividono».

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