Si è spento nel tardo pomeriggio di ieri Vito Salluce, partigiano ultracentenario e dal 2015 Cavaliere della Repubblica, onorificenza conferitagli dal Presidente Sergio Mattarella. Tra poche settimane avrebbe compiuto 103 anni.
Nato a Montescaglioso il 18 ottobre 1922 in una famiglia contadina, Salluce ha dedicato la sua vita alla memoria della Resistenza, guidando per molti anni la sezione locale dell’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci di Guerra.
Chiamato alle armi nel 1941, in piena Seconda guerra mondiale, fu destinato al 71° Fanteria motorizzata a Trento, per poi essere trasferito a Genova, Roma e Albano Laziale, proprio nei giorni dell’Armistizio. Sfuggito alla deportazione in Germania, raggiunse Udine dove entrò nel 7° Reggimento Bersaglieri. Con il nome di battaglia “Barbarossa” combatté accanto ai partigiani di Tito sulle montagne della Jugoslavia contro i tedeschi e la Repubblica di Salò.
Inizialmente guardati con diffidenza e soprannominati “partigiani fascisti”, lui e i suoi compagni guadagnarono la fiducia delle formazioni jugoslave dopo l’intervento delle brigate Garibaldi, che riuscirono a spezzare un accerchiamento nemico. Con la sua unità, che in quell’azione subì 25 caduti, Salluce partecipò alla liberazione di Trieste dalle truppe tedesche.
I funerali si terranno lunedì 1° settembre alle ore 16 nella Chiesa Madre di Montescaglioso. La salma è esposta per l’ultimo saluto nella sala di Chifra Onoranze Funebri, in via J.F. Kennedy 92.

